Maratea, in Provincia di Potenza, è l'unico sbocco della Basilicata sul Tirreno e si incunea con i suoi trenta chilometri
di costa nel Golfo di Policastro tra la Campania e la Calabria.
Ha un territorio vasto (6732 ettari) e per lo più montuoso che si presenta sempre più vario e diverso, ora a picco, ora piano sul mare, costituendo
così un paesaggio dolcemente selvaggio che ha reso giustamente famosa la costa di incantevole bellezza.
I monti ad ovest (Cerreta di m. 1083 e Coccovello di m. 1505) ad est (S. Biagio di m. 644 e Crivo di m. 1288)
sembrano posti a difesa dai venti freddi di tramontana della dolce e ridente vallata, sede delle principali attività, dalla caratteristica forma
di cupola capovolta, rotta solo lì ove degrada soavemente il mare.
Il paesaggio appare sempre nuovo e diverso per la varietà dei tratti e per la diffusa, prepotente presenza del verde che
esalta ancor di più la bellezza della costa piena di scogli, cale e spiaggette, immune per tutta la sua lunghezza all'aggressione speculativa
(fatto rarissiomo ormai per i litorali italiani) per la determinata, coraggiosa e cosciente volontà delle amministrazioni comunali e di tutti i
cittadini di Maratea.
Urbanisticamente il Comune di Maratea è costituito da una molteplicità di nuclei presenti su quasi tutto il
territorio, particolarmente sulla costa, dove sono ubicate da nord verso sud le frazioni di Acquafredda, Cersuta, Fiumocello,
Porto, Marina, Castrocucco. Più all'interno ad oriente del monte S. Biagio sono le frazioni montane di Massa, Brefaro e S. Caterina, mentre sorgono ad occidente dello stesso monte i nuclei
di Curzo e Campo. Infine, sul lato sud della vallata, che è baricentrica rispetto al territorio comunale, proprio alle pendici del monte S. Biagio, detto anche Castello,
è situata, a 310 metri s.l.m., Maratea Centro, che ospita la direzione politica, amministrativa, sociale e commerciale del Comune.
IL REDENTORE
Maratea deve una certa notorietà, oltre che al mare e alle spiagge, anche alla statua del Cristo Redentore. Opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenti la statua fu innalzata nel 1965 nel luogo in cui si ergeva una croce commemorativa in pietra. Seconda solo al Cristo del Corcovado a Rio de Janeiro, la statua è alta 21 Mt., con una apertura di braccia di 19 Mt. e un viso che misura 3 mt.
Per la particolare configurazione del volto, la statua, inconfondibile punto di riferimento per la gente di mare, dà l’impressione ad un osservatore lontano che lo sguardo sia rivolto, contrariamente alla realtà, verso il mare.
Il belvedere ai piedi della statua è il punto più panoramico di tutto il territorio di Maratea con una eccezionale vista del magico profilo della costa, verso Sud e verso Nord, ideale per ammirare gli incantevoli tramonti sul mare.
IL PORTO
Un piccolo e pittoresco gruppo di case poggiate su un tratto di scogliera e aggrappate, una sull'altra, a costone
a picco sul mare, è il punto più caratteristico e antico di questo piccolo borgo marinaro. Ai loro piedi la roccia si appiattisce e, prendendo
il nome di "Scoglio Milozzo", fa posto a una bella rotonda.
Le case poi continuano e si dispongono ai margini della banchina realizzando un affascinante anfiteatro che abbraccia tutto lo specchio d'acqua
protetto dal molo. Ripide scalette sono le viuzze che si incuneano tra le case del porto. Una spiaggietta, al termine della banchina, accoglie le barche,
tirate a secco, dei pescatori.
Se si arriva sulla punta del molo e si guarda verso la terraferma appare tutto intero questo incantevole scenario sul quale incombono le verdi e
scoscese pendici del Monte S. Biagio.
Fare una serena passeggiata sulla banchina, magari per osservare la febbrile attività dei marinai ad ormeggiare le imbarcazioni, è certamente un buon motivo
per recarsi al Porto.